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    June 28

    Micheal Jackson

     

    Ero già un veterano prima di essese adolescente

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    May 01

    1 Maggio...Per un lavoro più sicuro

     

    Ogni morte sul lavoro è un lutto che coinvolge tutti i lavoratori e tutte le imprese. Ogni incidente sul lavoro è una sconfitta per tutto il Paese.

     

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    1 Maggio

    April 25

    Su in collina (F.Guccini)

    E per non dimenticare il sacrificio di tutti coloro che hanno dato la loro vita per liberare la Patria riporto il testo di questa canzone di Guccini.
    Dalla poesia in bolognese Môrt in culmina di Gastone Vandelli

     

    Su in collina

    Pedro, Cassio ed anche me, quella mattina
    Sotto una neve che imbiancava tutto
    Dovevamo incontrare su in collina
    L’altro compagno, Figl’ del Biondo, il Brutto

    Il vento era ghiacciato e per la schiena
    Sentivamo un gran gelo da tremare
    C’era un freddo compagni su in collina
    Che non riuscivi neanche a respirare

    Andavamo via piano, “E te cammina!”
    Perché veloci non si poteva andare
    Ma in mano tenevam la carabina
    Ci fossero dei Crucchi a cui sparare

    Era della brigata Il Brutto su in collina
    Ad un incrocio forse c’era già
    E insieme all’altra stampa clandestina
    Doveva consegnarci “l’Unità”

    Ma Pedro si è fermato e stralunato
    Gridò “Compagni mi si gela il cuore
    Legato a tutto quel filo spinato
    Guardate là che c’è il Brutto, è la che muore”

    Non capimmo più niente e di volata
    Tutti corremmo su per la stradina
    Là c’era il Brutto tutto sfigurato
    Dai pugni e i calci di quegl’assassini

    Era scalzo, né giacca né camicia
    Lungo un filo alla vita e tra le mani
    Teneva un’asse di legno e con la scritta
    “Questa è la fine di tutti i partigiani”

    Dopo avere maledetto e avere pianto
    L’abbiamo tolto dal filo spinato
    Sotto la neve, compagni, abbiam giurato,
    Che avrebbero pagato tutto quanto.

    L’abbiam sepolto là sulla collina
    E sulla fossa ci ho messo un bastone
    Cassio ha sparato con la carabina
    Un saluto da tutto il battaglione

    Col cuore stretto siam tornati indietro
    Sotto la neve andando, piano piano
    Piano sul ghiaccio che sembrava vetro
    Piano tenendo stretta l’asse in mano

    Quando siamo arrivati su al comando
    Ci hanno chiesto: “La stampa clandestina!”
    Cassio mostra il cartello in una mano
    E Pedro indica un punto su in collina

    Il cartello passò di mano in mano
    Sotto la neve che cadeva fina
    In gran silenzio ogni partigiano
    Guardava quel bastone su in collina

    F. Guccini

     


     

    25 Aprile

     

    Era giunta l'ora di resistere;

    era giunta l'ora di essere uomini:

    di morire da uomini per vivere da uomini

     

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    25 Aprile

    Per non dimenticare...

     

     

     

     

    April 10

    Lo scandolo della sabbia marina

     
    Terremoto: tecnici, sabbia marina nel cemento case crollate
     
    "Il cemento armato delle case dell'Aquila non ha retto perché non era fatto a regola d'arte. Al posto della sabbia cava conteneva quella di mare, che non costa niente ma che "oltre alle molte impurità, è piena di cloruro di sodio". E quei cloruri con il tempo si sono mangiati il ferro delle fondamenta. Lo ha dichiarato interpellato da Repubblica Paolo Clemente, ingegnere della task force Enea-protezione civile al lavoro tra le macerie dell'Aquila.
    Ecco perché gli edifici di nuova costruzione dell'Aquila, cioé quelli aventi meno di trent'anni di vita, sono implosi tutti allo stesso modo. Si sono seduti sulle proprie fondamenta per poi accartocciarsi al suolo sotto il proprio peso. Addirittura, "per quello che è stato sin qui possibile vedere attraverso la ricognizione tra le macerie, il collasso dei piani bassi è stato prodotto dallo schianto dei pilastri in cemento", ha spiegato Clemente. Secondo Paolo Buzzetti, presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili (Ance), "quando parliamo di sollecitazioni di grado e accelerazione pari a quelle registrate all'Aquila, il cemento armato se fatto a regola d'arte deve reggere. Non si discute". Ma "quel cemento non era di qualità", Paolo Clemente è d'accordo."

     

    Non ci sono parole per commentare i risultati dei primi accertamenti sul crollo degli edifici dopo il forte sisma che ha colpito, e che continua tuttora, l'Abruzzo. Penso sia uno scandalo, una vergogna quello che è successo. Arrivare a costruire con materiali scadenti in una zona considerata da anni zona ad alto rischio sismico... Tutti i responsabili di questo omicidio devono essere puniti, nei tempi e nei modi giusti. Puniti dalla legge...e con più di 280 persone sulla coscienza...


    April 06

    Sisma Abruzzo

     

     

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    Erano giorni che la terra tremava sotto i piedi. Ma in Abruzzo ci sono abituati, è zona sismica. Un esperto lo aveva detto, che stavolta sarebbe stato diverso, ma nessuno gli ha creduto. Così stamattina il terremoto s'è mangiato le case, i paesi, le persone. La misura della gravità del sisma che nella notte ha colpito l'Abruzzo sta nelle parole di Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile: "Situazione drammatica, è la peggiore tragedia di questo millenio". Un terremoto devastante, 5,8 gradi della scala Richter.
     
    La scossa- Erano passate da poco le tre e mezzo del mattino quando si è sentita la prima violenta scossa. Intorno alle quattro si è scatenato l'inferno. Il bilancio provvisorio è di oltre 150 morti, migliaia di feriti, centinaia di dispersi, circa 50mila sfollati, 15mila case crollate, interi paesi distrutti e isolati. Il conteggio purtroppo sembra inevitabilmente destinato a salire. I soccorsi sono resi difficili dalle continue scosse di assestamento che rischiano di far crollare gli edifici lesionati. Pericolante anche l'ospedale: i sanitari stanno valutando di lasciare la struttura e trasferire i pazienti. I dirigenti medici che stanno gestendo l'emergenza hanno chiesto alla protezione civile l'installazione di un ospedale da campo nella zona di piazza d'Armi. Al momento l'organizzazione dei soccorsi viene fatta per strada nello spazio antistante il pronto soccorso.

    Le città colpite- “Le coordinate epicentrali risultano: 42,33 gradi di latitudine Nord e 13,33 gradi di longitudine Est. Il terremoto è caratterizzato da un meccanismo di tipo estensionale, con piani di faglia orientati NW-SE e direzione di estensione NE-SW (anti-appenninica)". Secondo gli esperti "il fenomeno sismico è ancora in atto. Dalla prima scossa si sono verificate decine di repliche”. L'Aquila è una delle città maggiormente colpite: è crollata parte della Casa dello Studente e il campanile di una chiesa nel centro. L'Hotel Duca degli Abruzzi è completamente crollato. La struttura in cemento armato è praticamente collassata e l'edificio si è accartocciato su se stesso. "L'alba sta sorgendo su una regione provata - ha detto stamatina il sindaco de L'Aquila - abbiamo fughe di gas, notizie di molti crolli in città, ma dai 38 comuni ci sono notizie frammentarie, al centro della Protezione civile che abbiamo allestito in un cinema stiamo predisponendo soccorsi per tutti. È crollata anche la sede del centro di emergenza che avevamo. Continuano le scosse di assestamento, anche forti. Ci arrivano notizie di crolli ma i dati sono frammentari". La scossa è stata nettamente avvertita in tutto il centro Italia dalla Romagna a Napoli. Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, ha dichiarato che un sisma di 5,8 gradi è considerato "moderato, con un'intensità 30 volte inferiore a quella che nel 1980 devastò l'Irpinia".

    Gente in strada - Centinaia di persone in strada, accampate nelle piazze, nei parcheggi, anche nei campi sportivi. E, purtroppo, anche morti nelle vie, cadaveri estratti dalle macerie e adagiati in terra coperti da un lenzuolo. Decine di giovani, donne e anziani, molti con delle coperte sulle spalle, altri ancora in pigiama; i volti tirati, lo sguardo ancora impaurito dopo la scossa, violentissima, di questa notte.

     
     
    April 04

    04/04/68

    Dopo un periodo di inattività riprendo a scrivere sul blog in questa data significativa. Infatti il 4 aprile del 1968 moriva assassinato uno dei più grandi leader della storia: Martin Luther King

    Potrò essere crocifisso, potrò anche morire, ma voglio che i miei fratelli dicano:

    "è morto perché io sia libero".

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    March 13

    Alla vita

     

    Alla vita

    La vita non è uno scherzo.
    Prendila sul serio
    come fa lo scoiattolo, ad esempio,
    senza aspettarti nulla
    dal di fuori o nell'aldilà.
    Non avrai altro da fare che vivere.

    La vita non è uno scherzo.
    Prendila sul serio
    ma sul serio a tal punto
    che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate
    o dentro un laboratorio
    col camice bianco e grandi occhiali,
    tu muoia affinché vivano gli altri uomini
    gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
    e morrai sapendo
    che nulla è più bello, più povero della vita.

    Prendila sul serio
    ma sul serio a tal punto
    che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
    non perché restino ai tuoi figli
    ma perché non crederai alla morte,
    pur temendola,
    e la vita peserà di più sulla bilancia.

     

    Nazim Hikmet

    February 21

    Così sei un vincente

     
    Hai permesso al primo fesso che arrivava di farti dire che non eri bravo. Sono cresciute le difficoltà, ti sei messo alla ricerca del colpevole e l'hai trovato in un'ombra... Ora ti dirò una cosa scontata: guarda che il mondo non è tutto rose e fiori, è davvero un postaccio misero e sporco e per quanto forte tu possa essere, se glielo permetti ti mette in ginocchio e ti lascia senza niente per sempre. Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... così sei un vincente!
     
    Tratto da Rocky Balboa
    February 14

    Tu sei un campione questo lo so...

     
    Perché in fondo una salita è una cosa anche  normale
    Assomiglia un po’ alla vita devi sempre un po’ lottare
     
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    14/02/2004
     
    Ciao Pirata...
     
     
     
     
     
     

    Nomadincontro 2009

     
    Vita che sembri sogno
    invidio tutti in segreto
    e di tutti in segreto
    m'innamoro.
     Chi ucciderai ancora?
    Chi porterai alle stelle?
    Che altre menzogne inventerai?
     
     
    Ciao Augusto...
    February 10

    Una questione morale, non politica

    La morte di Eluana Englaro ha spaccato l'Italia. Cittadini e politici completamente divisi dal caso della giovane donna.
    Riflettendo su questa siuazione, o almeno su quello che si sa, mi sono chiesto una cosa: a chi appartiene la vita?
    Molti di voi sicuramente risponderanno che l'unico padrone della nostra vita è Dio. Ma la risposta non è questa per forza di legge. La vita non appartiene a Dio, ma a noi. E la cosa dovrebbe valere per credenti e non. Se la vita è nostra, e su questa vita abbiamo dei diritti, perchè non dovremmo avere anche dei diritti sulla morte?
    Io penso che la decisione alla vita spetti solo al "possessore", non ai credenti o ai politici.
    Si è arrivati al punto di farne un caso nazionale, ma non deve essere così. Chiesa e politica dovrebbero starne completamente fuori
    Questo è il mio pensiero...
    February 09

    Ciao Eluana

     

     

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    09/02/2009

    Ciao Eluana

    January 27

    Giornata della Memoria

     

    Il nostro è un Paese senza memoria e verità, e io per questo cerco di non dimenticare.

    Leonardo Sciascia



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    27 Gennaio

    Giornata della Memoria

    January 26

    Questa è la vostra chiesa...

     
    Tratto da www.libero.it
     
    La Chiesa, quella stessa Chiesa che nega i funerali a Piergiorgio Welby e li celebra invece al dittatore sanguinario Augusto Pinochet, ne ha combinata un'altra delle sue. Papa Benedetto XVI ha appena riabilitato alcuni vescovi seguaci di Monsignor Marcel Lefebvre (morto nel 1991), scomunicato il 30 giugno 1988 dopo la consacrazione "abusiva" di tre vescovi. Giovanni Paolo II parlò allora di «disobbedienza al Romano Pontefice in materia gravissima e di capitale importanza per l'unità della Chiesa», poi ne seguì lo scisma.

    Oggi uno dei vescovi lefebvriani cui Papa Benedetto XVI ha appena revocato la scomunica, Richard Williamson, è al centro di una polemica in Germania e in Svezia per aver negato, in un'intervista tv, la realtà dell'Olocausto. «Credo che le prove storiche, in misura preponderante, vadano contro il fatto che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere gas come effetto di un ordine deliberato di Adolf Hitler», ha detto monsignor Williamson in un'intervista al canale televisivo svedese Svt.

    E per chi non avesse capito bene il vescovo ha sentenziato: «Credo che le camere a gas non siano mai esistite». Il prelato tradizionalista ha risposto a una esplicita domanda dell'intervistatore, spiegando che a morire nei campi di concentramento nazisti sarebbero stati solo "due o trecentomila ebrei. Ma nessuno di loro morì per il gas in una camera a gas". Roba da galera, non da scomunica, dato che in Germania negare l'Olocausto è reato. «Se l'antisemitismo è cattivo - ha affermato ancora Williamson nell'intervista - è contro la verità. Se qualcosa è vero, non è cattivo. Non mi interessa la parola antisemitismo».

     
    Un atto contro la storia che mi lascia senza parole.  
    Ma non c'è da meravigliarsi di niente con questa chiesa ipocrita...ora faranno santi pure i nazisti....
    January 24

    Angoscia metropolitana

     
    Angoscia metropolitana
     
    Dentro a un cielo nato grigio, si infilzano le gru
    ricoperte dalle case, le colline non si vedon più.
    Sulle antenne conficcate nella crosta della terra
    corron nuvole frustate, come va un esercito alla guerra.
    E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
    sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana.

    Le baracche hanno lanciato, il loro urlo di dolore,
    circondando la città, con grosse tenaglie di vergogna.
    Ma il rumore delle auto, ha già asfissiato ogni rimorso,
    giace morto sul selciato, un bimbo che faceva il muratore.
    E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
    sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana.

    Nelle case dei signori, la tristezza ha messo piede,
    dietro gli squallidi amori, l'usura delle corde ormai si vede.
    Come pere ormai marcite, dal sedere troppo tondo,
    le fortune ricucite, mostrano i loro vermi al mondo.
    E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
    sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana.

    Fai un salto alla stazione, per cercare il tuo treno,
    troverai disperazione, che per venire qui lascia il sereno.
    Fai un salto alla partita, troverai mille persone,
    che si calciano la vita, fissi dietro un unico pallone.
    E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
    sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana.

    La campagna circostante, triste aspetta di morire,
    per le strade quanta gente, è in fila per entrare o per uscire.
    Chiude l'ultima serranda, poi la luce dice addio,
    la città si raccomanda, la sua sporca anima a dio.
    E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
    sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana.
     
     
    Claudio Lolli
    January 19

    Martin Luther King Day

     

    Ogni uomo deve decidere se camminerà nella luce dell'altruismo creativo o nel buio dell'egoismo distruttivo.

    Questa è la decisione.

    La più insistente ed urgente domanda della vita è: "Che cosa fate voi per gli altri?"

     

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    Martin Luther King

    January 15

    Libero nell'aria

    Libero nell'aria
     
    Con un pensiero che volava libero nell'aria...
    guidando i mercenari in via del tutto straordinaria...
    presero l'Europa...presero New York...
    ed era già di moda una musica nei metrò...
    Con un pretesto inutile lo vennero a cercare...
    lui che sapeva sempre cosa dire, cosa fare...
    si vide circondato da chi gli fu fedele..
    credendo di sognare disse: "Bene...
    Sapete che la guerra è una vecchia commedia...una scomoda sedia...
    la caccia a un nemico che alla fine tu non sai... riconoscere..."
    Gli occhi si parlano... e poi non sanno fingere...
    e anche voi maschere... senza più nascondere...
    La colpa mi dirai è un po' di tutti...
    ma solo qualcuno pagherà...
    e chi ha sbagliato ancora non si sa...
    Ma il caso volle che nessuno vinse la partita...
    dopo la guerra non restò che fumo tra le dita...
    e un treno sta arrivando... da dietro la collina...
    e tutto sembra quasi come prima...
    Così la gente del paese dice che è normale...
    che non restava neanche molto tempo per pensare..
    qualcuno disse è falso... un altro disse è vero...
    e il caso restò avvolto dal mistero...
    Ma la fine del racconto non ha una morale
    niente di speciale o da farti sembrare tutta questa crudeltà...
    un'abitudine...
    Possono rubare amore come se...
    fosse loro quello che incontrano lungo il cammino...
    dicono che vengono a proteggere...
    ma la pace che tutti aspettavano ancora non c'è...
    Ma scendono lacrime, contano le vittime
    mentre qui parlano facce bianche dai microfoni...
    Ma senza aver pietà la gente aspetterà
    che un'altra estate arriverà...
    E già si pensa al caldo che farà...
    Ma lassù... vedo già una luce splendere...
    e dall'ovest fino all'est forse un giorno arriverà da te...
    Come per magia ancora l'allegria nei nostri cuori tornerà...
    e un nuovo mondo sta nascendo già...
    Nel segno di quel mondo che verrà...
    Nel segno di quel mondo che verrà...
     
    Sergio Cammariere
    January 11

    11/01/1999 Ciao Fabrizio...

     
    Il 10 gennaio 1999 se ne è andato uno dei grandi cantautori italiani o, come preferisco chiamarlo io, un grande poeta: Fabrizio De Andrè.
    Per ricordare la sua morte riporto questa sua intervista molto bella rilasciata alla RAI nel 1989. Un'intervista semplice e diretta, proprio come le sue opere...
     
     
     
    Pegli (Ge) 18/02/1940 - Milano 11/01/1999
     
    Ciao Faber
     
    January 10

    Libertà

     
    È proprio, vero alcuni uccelli non sono fatti per stare in gabbia,
    sono nati liberi
    e quando volano liberi ti si riempie il cuore di gioia
     
     
    Le ali della libertà