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January 05 Confessione (Biglietto per l'inferno)Confessione (Biglietto per l'inferno) Racconta fratello qual'è il tuo peccato, Ascoltami frate non so' se ho peccato Cosa dici fratello, tu hai ammazzato. Ascoltami frate e dimmi se questo January 01 Il Signor GDecember 31 Un altro anno è andato...Un altro anno è finito. Un anno di gioie, emozioni, dispiaceri e dolori. Un altro anno all'insegna del volontariato e della vita...
Sperando in un 2009 migliore....
Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano,
ma se non lo facessimo,
l'oceano avrebbe una goccia in meno
Madre Teresa di Calcutta
December 26 Il bambino con il pigiama a righeIl bambino con il pigiama a righe
Trama:
Bruno è un tranquillo ragazzo di otto anni figlio di un ufficiale nazista, la cui promozione porta la famiglia a trasferirsi dalla loro comoda casa di Berlino in un’area desolata in cui questo ragazzino solitario non trova nulla da fare e nessuno con cui giocare. Decisamente annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora le continue indicazioni della madre, che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore e si dirige verso la ‘fattoria’ che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato. L’incontro di Bruno col ragazzo dal pigiama a strisce lo porta dall’innocenza a una consapevolezza maggiore del mondo degli adulti che li circonda, mentre gli incontri con Shmuel si trasformano in un’amicizia dalle conseguenze terribili.
Commento:
Un film drammatico, crudo ed intenso ma allo stesso tempo ricco di sentimenti, dal forte impatto emotivo e molto riflessivo.
Una storia senza tempo...
December 23 Piccola riflessioneEccomi di nuovo qui a scrivere sul blog, e per riprendere da questo periodo di inattività, ho deciso di scrivere questa piccola riflessione.
Passeggiando per la città, in questi giorni che precedono il Natale, mi sono reso conto che il clima natalizio è sentito veramente da poche persone.
Negozi, centri commerciali e mercatini sono sempre più affollati da gente con un'unica preoccupazione: "cosa posso regalare a...?"
Eppure, nonostante questo clima natalizio, le strade delle città riecheggiano ancora di solitudine e tristezza.
Quello che più mi da fastidio è proprio l'indifferenza della gente, che quando passa vicino ad un mendicante l'unica cosa che è in grado di fare è squadrarlo quasi fosse un criminale. Criminali che non fanno niente di male...
Gesti di puro razzismo, come quello di essere fissato da chiunque mentro scambio 4 chiacchiere con un nuovo amico conosciuto proprio in città: Ibou, un ragazzo senegalese giunto in Italia con la speranza di migliorare la sua vita e quella della sua famiglia. Mentre parlavo con lui non potevo non notare gli sguardi e i commenti della gente...Ma Ibou non è un delinquente, ma un semplice ragazzo che spera non solo in una vita privata migliore, ma che vuole il bene per tutto il suo Paese. Infatti si trova qui in Italia per collaborare ad un gruppo di solidarietà di Milano, che si occupa proprio di volontariato in Africa.
Eppure per la gente che passava lui era solo un negro...
Purtroppo sono questi i fatti che fanno più male e dispiacere, soprattutto in un periodo come questo, dove dovremmo essere tutti più buoni
December 14 Citazione M° ChangUn uomo forte non è violento, ma aiuta i più deboli. Un uomo interiormente debole è litigioso, provoca e mette gli altri a disagio, sottomettendoli per poterli comandare. Ma quando incontra uno più forte diventa una nullità
M° Chang Dsu Yao December 10 Penso positivoPenso Positivo Jovanotti Io penso positivo November 29 Lascialo cadereLascialo cadere
Un ricco mercante si recò un giorno dal Buddha. "Dimmi che cosa devo fare per ottenere la liberazione" gli domandò offrendogli un vaso d'argento.
Il Buddha gli rispose: "Lascialo cadere". L'uomo lasciò cadere a terra il vaso. Poiché il Buddha si era fatto silenzioso, il visitatore gli ripeté la domanda e, questa volta, gli offrì un piatto d'oro. "Che cosa devo fare per raggiungere la salvezza?" "Lascialo cadere" gli rispose l'Illuminato. Il mercante lasciò cadere a terra il piatto. Poi, visto che non gli veniva data altra indicazione, si decise a ripetere la richiesta, porgendo il dono più prezioso che aveva: un diamante. Il Buddha gli rispose: "Lascialo cadere". Il visitatore pensò di essere stato preso in giro. Indignato, si alzò di scatto per andarsene. Fatto qualche passo, si voltò a dare un ultimo sguardo al Buddha. E questi gli disse: "Lascialo cadere". All'improvviso il mercante capì. Commento: Che cosa capì il mercante? Che cosa doveva lasciar cadere? Evidentemente l'insieme delle sue opinioni su ciò che bisogna fare per ottenere la liberazione, la salvezza. Egli aveva pensato - un po' come tutti i ricchi - di potersela comprare con beni materiali e con offerte. E il Buddha gli aveva detto che questa era un'idea da lasciar cadere. Ma non bastava: occorreva "lasciar cadere" la mente stessa, con tutto il suo bagaglio di convinzioni, di ambizioni e di reazioni. Fu questa l'intuizione giusta del mercante. Molti di noi, influenzati dai valori comuni, credono che anche nel campo spirituale, si tratti di (acquistare) qualche merito, qualche vantaggio, qualche credito, si tratti di fare qualche buon affare. Dobbiamo piuttosto lasciar cadere questa mentalità mercantilistica. November 18 Gioventù bruciataTratto da www.repubblica.it
ROMA - Passano molto tempo al computer o con i videogiochi, spesso dispongono di un telefonino già a sei anni, e hanno molte paure, a cominciare da quella di essere vittime di violenze sessuali per gli adolescenti, o di essere rapiti per i bambini. Ci sono poi aspetti che si perpetuano nel tempo: dai 7 ai 22 anni sognano di diventare calciatori della nazionale (28,7%), però è anche vero che praticamente più nessuno sogna di fare il pompiere (1,4%). Dal nono Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza, presentato stamane dall'Eurispes e dall'associazione Telefono Azzurro, emergono molti motivi di allarme. A cominciare dalla povertà infantile, molti più diffusa in Italia che negli altri Paesi europei: mentre in Europa è povero un bambino su cinque, in Italia è a rischio uno su quattro. Poi c'è il bullismo, sempre più minaccioso. E per gli adolescenti è allarme alcolismo. L'Italia primeggia in Europa per il consumo di cocaina, anche giovanile. In generale, da questo rapporto emerge anche una grande solitudine dei giovani, difficilmente colmabile con un rapporto sempre più stretto con la Rete. Il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, lancia una sorta di appello agli adulti: "Dobbiamo considerare che questa generazione di bambini non percepisce la maggior parte dei cambiamenti come novità, avendo imparato a conviverci fin dalla nascita: parliamo di bambini abituati a viaggiare, ad andare sulla Rete, a comunicare in modo nuovo, a incontrare anche a scuola persone provenienti da altri Paesi. Sono invece gli adulti ad essere spesso inadeguati al cambiamento e impreparati di fronte alle mutazioni in atto. I bambini invece avrebbero bisogno di adulti mediatori, soprattutto a fronte di ciò che non possono comprendere fino in fondo e soprattutto a fronte delle emergenze che possono destabilizzare o mettere in pericolo la loro infanzia". Lasciare i bambini soli davanti al computer a cercare le risposte ai loro problemi non è una buona idea, ribadisce il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara: "Le caratteristiche della Rete sono contradditorie. Se da un lato è lo spazio dello scambio, della conoscenza, dell'incontro, dall'altro rischia di essere un luogo di solitudine, di persone che sole stanno davanti al proprio pc o al display del telefonino. La si potrebbe definire una forma di 'socializzazione solitaria'". Povertà: bambini a rischio anche nel ceto medio. Le ultime indagini sulla povertà in Italia dimostrano che sono maggiormente in difficoltà le famiglie con figli. E quindi i bambini poveri, o a rischio di povertà, non sono solo quelli che vivono in casi conclamati di bisogno, ma anche quelli del ceto medio. Secondo l'Eurispes l'"Italia è tra i Paesi Ue in cui è più alta la percentuale di bambini che vivono in condizioni di precarietà (25%)". Però ai casi più gravi si affiancano le situazioni sempre più diffuse di bambini del ceto medio che non possono permettersi più quello che negli ultimi anni era ritenuto normale: attività sportive, dieta ricca e variegata, gite scolastiche, o la playstation. Emergenza bullismo: ne è vittima un bimbo su quattro. Oltre un quarto dei bambini, secondo il rapporto, afferma di essere stato ripetutamente vittima di brutti scherzi (27,8%), provocazioni e prese in giro (26,6%) e offese immotivate (25,6%). Il 17,6% è stato invece continuamente escluso e isolato dal gruppo. Nel 13,5% dei casi i bambini riferiscono di aver subito furti di oggetti o cibo (13,5%), percosse (11,5%), minacce (11,1%), ma anche furti di denaro (4,7%). Sono soprattutto i maschi ad aver subito ripetutamente minacce (15,4% contro il 7% delle bambine) e percosse (14,8% contro 8,2%), provocazioni e/o prese in giro (29,5% contro 23,8%). Le bambine invece si trovano con più frequenza a dover subire l'esclusione e l'isolamento dal gruppo (20,2% contro il 14,9%). Il bullo è tra i coetanei. Le paure più diffuse: rapimenti e violenze sessuali. La prima paura dei bambini italiani (22,6%) è quella di essere rapito. Il 16,3% teme di essere avvicinato da sconosciuti e il 16,2% di essere coinvolto in attentati terroristici, il 13,9% di perdersi, il 13,5% di assistere a scene violente, il 12,6% di rimanere solo in casa e di essere picchiato da coetanei. Per quanto riguarda gli adolescenti, la paura più frequente è quella di essere vittima di violenze sessuali (17%), seguita dal timore di essere importunati da sconosciuti (11%) e di essere rapiti (9,7%). Quasi uno su due usa videogiochi violenti. Il 47,6% dei maschi intervistati confessa di aver giocato con videogiochi inadatti. Sono i maschi soprattuttto ad affermare di avere trascorso il proprio tempo con videogiochi non adatti alla loro età (64,2% dei maschi contro il 31,6% delle femmine). Oltre il 50% dei bimbi che 'trasgredisce' vive al Centro (53,6%) e nelle Isole (52,1%). Allarme molestie, anche in Rete. L'11,5% degli adolescenti è stato molestato o ha dichiarato di aver ricevuto proposte oscene da un coetaneo; nel 7,7% dei casi l'autore delle molestie era un adulto conosciuto in Rete. L'8% degli adolescenti ha incontrato in chat un adulto che si dichiarava suo coetaneo. Alcol: alcuni cominciano a 11 anni. Benché in Italia sia vietato vendere alcolici a chi ha meno di 16 anni, oggi i ragazzi iniziano sempre più spesso a bere alcolici già a 11 anni, contro una media europea che si attesta intorno ai 13 anni. Il vero e proprio 'sballo' comincia pochi anni dopo, comunque prima dei 16 anni. Secondo le statistiche dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità) citate dal rapporto sono 770.000 i giovani sotto i 16 anni che consumano alcol. Il 75% beve il sabato sera: il 35,7% da 1 a 2 bicchieri, il 27,8% da 3 a 5 bicchieri, il 19% dai 6 bicchieri in su. Il sabato beve l'83% dei ragazzi dai 16 ai 18 anni, il 67% di quelli dai 13 ai 15, il 66,7% di quelli dai 19 ai 24. Il 20% si ubriaca durante il fine settimana. E c'è anche la cocaina: significativo l'aumento, rispetto all'anno precedente, di consumatori di oppiacei (+40%) e di cannabinoidi (+21%). I ragazzi dai 14 ai 15 anni consumano nel 77% dei casi cannabinoidi, nel 9% cocaina, nell'8% oppiacei. Simile la situazione dei minori di 16-17 anni: l'81% consuma cannabinoidi, l'8% cocaina, l'8% oppiacei. Un telefonino per tutti. La maggioranza dei bambini italiani riceve il primo telefonino tra gli 8 e i 9 anni (34,9%), mentre il 23,3% lo riceve tra i 10 e gli 11 anni. Precoce il 17,6% dei piccoli, che ha ricevuto il telefonino in un'età compresa tra i 6 e i 7 anni, mentre 'solo' il 10,1% dei bambini ha avuto il cellulare prima dei 6 anni. E così il 57,5% degli italiani in erba ne possiede uno personale, contro il 36,6% che non ne dispone ancora ma che, con tutta probabilità, desidererebbe averlo. November 16 Sfigurata perchè va a scuolaTratto da www.repubblica.it
KABUL - Camminano tranquille, scherzano fra loro, ridono persino. E se è necessario rivolgono la parola agli uomini. Le giovani donne di Kabul scelgono il velo nero che copre i capelli, ma lascia fuori il sorriso. Oggi nella capitale i fantasmi azzurri con il burqa sono una minoranza, forse tre donne su dieci. E per queste disgraziate il velo integrale non serve a nascondere la bellezza, come vuole la lettura più retriva del Corano, ma a salvare i resti della loro dignità mentre chiedono il bakshish, l'elemosina.
Ma per gli integralisti di Kandahar imporre la copertura del volto non basta. L'esempio l'aveva dato Gulbuddin Hekmatyar, il signore della guerra che già negli anni Settanta, da studente universitario, aveva gettato acido sulle colleghe colpevoli di andare a lezione con il viso scoperto. Da quel debutto significativo sono passati quasi quarant'anni, e sotto il suo burqa la giovanissima Shamsia non si aspettava di essere aggredita mercoledì scorso assieme ad altre 14 ragazze con lo stesso sistema, solo perché era diretta al liceo femminile Mirwais Nika. A dar scandalo, per i due fanatici armati di pistola ad acqua carica di acido solforico, non era l'esibizione del volto, che era nascosto dietro il tessuto celeste. Era scandaloso che a diciassette anni Shamsia non accettasse di tornare al Medioevo, che si ribellasse al destino tracciato dai Taliban, e che volesse studiare come i coetanei maschi. Così l'hanno colpita, sfregiandole il volto e sperando di spaventarne l'animo. Ma Shamsia è la generazione nuova, quella delle donne che costruiranno il nuovo Afghanistan. "Voglio continuare con la scuola, anche se dovessero uccidermi", ha subito detto dal suo letto d'ospedale: "Ecco il messaggio per i miei nemici: andrò avanti, anche se mi colpissero cento volte". Con tutta probabilità Shamsia se la caverà con qualche brutta cicatrice. Non importa che sia stata un po' di fortuna nella disgrazia, o che sia paradossalmente merito del burqa che l'ha protetta dall'acido. Quello che conta è che indietro non si torna, nonostante la campagna di violenze, nonostante stupri ed esecuzioni sommarie, come quella delle due inservienti di Ghazni, giustiziate per strada in quanto "prostitute" perché lavoravano nella locale base Usa. Per le donne d'Afghanistan le notizie degli ultimi mesi sono un bollettino di guerra. L'Organizzazione afgana per i diritti umani ha lanciato l'allarme e ha chiesto un intervento del governo: gli abusi sono in aumento e quasi sempre a danno di bambine. Nella provincia di Jowzian fra le vittime di stupro c'è anche una creaturina di due anni e mezzo. A Sarpul la dodicenne Anisa ha subìto uno stupro di gruppo, e la famiglia ha minacciato un suicidio di massa se non avrà giustizia. Ma sull'apparato giudiziario afgano nessuno si illude. Nella provincia di Sar-e-Pul cinque funzionari di polizia sono stati licenziati per non aver indagato sulla violenza a una dodicenne. Abdul Hameed Aimaq, senatore di Kunduz, ai microfoni della Bbc ha sparato a zero: "I tribunali sono corrotti. I procuratori sono corrotti. E nessuno ne chiede conto. Per questo ci sono omicidi, violenze, furti e tutto il resto. In realtà il governo non esiste". Non c'è scampo nemmeno all'interno del matrimonio. Quando le nozze combinate dalle famiglie sono sgradite e i mariti le maltrattano, le ragazze si suicidano dandosi fuoco. I casi sono così frequenti che la Cooperazione italiana ha deciso di finanziare la costruzione di un nuovo reparto ustionati nell'ospedale Esteqlal di Kabul. Persino i Taliban hanno sconfessato il gesto dei fanatici di Kandahar. Ma per Fawzia Koofì "è stato senz'altro un gesto terroristico. E la cosa più sconvolgente", dice la vicepresidente della Wolesi Jirga, la camera bassa del parlamento afgano, "è che sia successo in una grande città, non in un'area rurale. Questo dimostra che il problema non è l'arretratezza culturale. Il problema è la cultura dell'impunità, la certezza che chi commette violenza contro le donne va incontro a punizioni insignificanti. Il problema è che lo stesso Hamid Karzai ha graziato dopo solo due anni di carcere un condannato all'ergastolo per reati contro le donne". Ma l'Afghanistan non è disponibile a tornare indietro fino ai tempi dell'apartheid sessuale più totale. La rivolta è fatta di gesti quotidiani e di piccoli passi. Una prova è sulle colline sopra Kabul, dov'è arrampicato il villaggio di Tangi Kalay. Qui padre Giuseppe Moretti ha fondato la "Scuola della pace" badando che fosse aperta a tutti, maschi e femmine, dei villaggi vicini. Le ragazze, racconta il sacerdote, sono un terzo del totale. In compenso la loro frequenza è più assidua, perché le famiglie spesso mandano i maschietti a lavorare. "Quando sono venuto per la prima volta in Afghanistan, nel '77, non c'erano nemmeno i burqa. E' stata una novità triste". Padre Giuseppe è coraggioso: la sua prima elementare è addirittura una classe mista. Perché lui lo sa, e lo dice apertamente: "Il futuro di questo paese è difficile e lontano. Ma è senz'altro in mano alle donne". Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della StradaOgni anno scompare um paese di 7000 persone
Tante sono le vittime delle strade italiane; 300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa guerra non dichiarata.
Il parlamento Europeo ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni questi numeri. A ciò lo stato italiano ha risposto con un sempre calante presidio del territorio e con un grave ritardo nell’adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del Codice della strada. Dopo ogni incidente grave, inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. Anche in questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa, che calpesta continuamente la dignità dell’uomo e quei valori che la nostra costituzione dovrebbe tutelare. I problemi della sicurezza stradale e della giustizia riguardano tutti, nessuno escluso! November 15 Eluana ha vintoLa Cassazione ha giudicato inammissibile il ricorso contro la sospensione della nutrizione e della idratazione artificiali di Eluana Englaro. November 12 Guccini in concertoDopo una lunga attesa ai cancelli finalmente la serata ha inizio. Brividi, emozioni e ricordi del passato fin dalla prima canzone. Anzi, fin dalle prime note. Con In morte di S.F è tato subito un brivido intenso, uno di quelli che parte dalla testa e ti attraversa tutta la schiena. Forse perchè a me molto cara, la sento un pò mia.
Una serata di pura poesia che per un attimo mi ha riportato indietro fino all'adolescenza, quando sui miei diari, invece dei compiti, comparivano solo i suoi testi.
Ad ogni canzone un'emozione sempre più intensa...Ad oni canzone un pensiero o un ricordo particolare.
Molto bella anche l'atmosfera. Rivedere il palazzetto pieno mi ha fatto piacere, con un pubblico caldo e molto presente. Un'atmosfera da grande concerto.
Ecco la scaletta del concerto:
In morte di S.F.
Il tema
Noi non ci saremo
Canzone delle osterie di fuori porta
Vedi cara
Canzone quasi d'amore
Incontro
Farewell
Ti ricordi quei giorni
Su in collina
Il testamento di un pagliaccio
Don Chisciotte
Eskimo
Cirano
Il vecchio e il bambino
Auschwitz
Un altro giorno è andato
Dio è morto
La locomotiva
Grazie Francesco!
November 11 11/11/200811/11/2008
DatchForum Assago
Il vecchio e il bambino
Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera; la polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera... L' immensa pianura sembrava arrivare fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare e tutto d' intorno non c'era nessuno: solo il tetro contorno di torri di fumo... I due camminavano, il giorno cadeva, il vecchio parlava e piano piangeva: con l' anima assente, con gli occhi bagnati, seguiva il ricordo di miti passati... I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni, i vecchi non sanno, nel loro pensiero, distinguer nei sogni il falso dal vero... E il vecchio diceva, guardando lontano: "Immagina questo coperto di grano, immagina i frutti e immagina i fiori e pensa alle voci e pensa ai colori e in questa pianura, fin dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia, segnavano i soli il ritmo dell' uomo e delle stagioni..." Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste e poi disse al vecchio con voce sognante: "Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!" Francesco Guccini November 05 05/11/2008 Yes we can
Il cambiamento è arrivato...
Il discorso della vittoria: October 29 Amore che prendi amore che daiAmore che prendi amore che dai
Se è vero che adesso possiamo parlare
di libera scelta del bene e del male di tecnologia votata a cambiare ti chiedi a che prezzo e chi deve pagare. Le grandi manovre di pochi potenti decidon la vita di uomini stanchi di generazioni costrette a sparare per credo o per noia ma spesso per fame. E se vuoi scrivere una canzone apri il giornale c'è l'ispirazione. L'amore che cerchi l'amore che vuoi non farti ingannare non fermarti mai non chiudere gli occhi non chiuderli mai l'amore che prendi l'amore che dai l'amore che prendi l'amore che dai... Sei dentro o sei fuori dal gioco virile dal culto del forte o dell'apparire qualcuno che vuole cambiare la storia denunciano un vuoto di poca memoria. Discorsi importanti regalan speranza ma intanto son chiusi dentro una stanza se senti il bisogno di un po' d'amore mettiti in fila che c'è da aspettare scaldati all'ombra di un raggio di sole gioca più forte non ti fermare. L'amore che cerchi l'amore che vuoi non farti ingannare non fermarti mai non chiudere gli occhi non chiuderli mai l'amore che prendi l'amore che dai l'amore che cerchi l'amore che vuoi non farti ingannare non fermarti mai non chiudere gli occhi non chiuderli mai l'amore che prendi l'amore che dai. Nomadi
October 18 La musica della naturaSe uno si siede e ascolta capirà che non vi è musica più bella di una fontana che scorre,
così come la voce dei torrenti, o il vento tra gli alberi.
O quando lo stesso fa suonare i flauti delle gole rocciose.
I fantasmi di pietra
Mauro Corona October 16 Uno di noi
L'Italia non è fatta solo di tronisti, pupe scostumate o personaggi che si guadagnano la fama grazie alla loro ignoranza.
October 07 Pierangelo BertoliPer ricorare il grande cantautore scomparso 7 anni fa riporto il testo di una delle sue canzoni, forse la più significativa della sua carriere A MUSO DURO E adesso che farò, non so che dire October 05 Il calcio che fa beneMercoledì 8 ottobre, allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, Fiorentina e Milan scenderanno in campo per giocare un’amichevole con lo scopo di raccogliere fondi per la costituzione e la vita della Fondazione Borgonovo, che nascerà per impegnarsi nella ricerca sulla SLA.
Lo scorso 5 settembre Stefano Borgonovo, campione della Fiorentina e del Milan, ha deciso di annunciare pubblicamente di essere malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica. La SLA è una malattia neurodegenerativa progressiva che conduce ad una perdita graduale della funzionalità muscolare. Ogni giorno, in Italia, vengono diagnosticati tre nuovi casi, per un totale di 6 persone ogni 100.000 abitanti. Al momento esistono una serie di terapie che controllano il progresso della malattia, ma non esiste una vera e propria cura: le speranze dei malati e delle loro famiglie sono pertanto riposte nel futuro della ricerca. Stefano Borgonovo e la sua famiglia hanno così deciso di costituire una Fondazione che porterà il suo nome e che si impegnerà nella raccolta fondi a favore della ricerca. Il coraggio e la determinazione di oggi sono tratti distintivi del suo carattere che tutti i compagni di Milan e Fiorentina e tutti i tifosi ricordano. Le società in cui ha militato e alle quali ha dato tanto nel passato, vogliono ora dare un segnale della loro presenza e della loro vicinanza aiutando Stefano a far nascere e crescere questo progetto ambizioso ed essenziale. Viola e Rossoneri, di oggi e di ieri, si affronteranno così in una partita amichevole che si giocherà alle 20.30 di mercoledì 8 ottobre allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, in un due tempi da 45 minuti ciascuno. Le telecamere di Sky trasmetteranno in diretta la partita. I calciatori indosseranno una maglia speciale, sulla quale sarà applicato un logo celebrativo di questo evento. Le casacche saranno poi battute all’asta su internet.
Lo stesso Borgonovo si è dichiarato commosso ed entusiasta per l'affetto e l'aiuto ricevuto in questo difficilissimo periodo.
E affida le speranze a tutti coloro che parteciperanno a questo evento molto importante
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