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    June 28

    Micheal Jackson

     

    Ero già un veterano prima di essese adolescente

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    April 25

    Su in collina (F.Guccini)

    E per non dimenticare il sacrificio di tutti coloro che hanno dato la loro vita per liberare la Patria riporto il testo di questa canzone di Guccini.
    Dalla poesia in bolognese Môrt in culmina di Gastone Vandelli

     

    Su in collina

    Pedro, Cassio ed anche me, quella mattina
    Sotto una neve che imbiancava tutto
    Dovevamo incontrare su in collina
    L’altro compagno, Figl’ del Biondo, il Brutto

    Il vento era ghiacciato e per la schiena
    Sentivamo un gran gelo da tremare
    C’era un freddo compagni su in collina
    Che non riuscivi neanche a respirare

    Andavamo via piano, “E te cammina!”
    Perché veloci non si poteva andare
    Ma in mano tenevam la carabina
    Ci fossero dei Crucchi a cui sparare

    Era della brigata Il Brutto su in collina
    Ad un incrocio forse c’era già
    E insieme all’altra stampa clandestina
    Doveva consegnarci “l’Unità”

    Ma Pedro si è fermato e stralunato
    Gridò “Compagni mi si gela il cuore
    Legato a tutto quel filo spinato
    Guardate là che c’è il Brutto, è la che muore”

    Non capimmo più niente e di volata
    Tutti corremmo su per la stradina
    Là c’era il Brutto tutto sfigurato
    Dai pugni e i calci di quegl’assassini

    Era scalzo, né giacca né camicia
    Lungo un filo alla vita e tra le mani
    Teneva un’asse di legno e con la scritta
    “Questa è la fine di tutti i partigiani”

    Dopo avere maledetto e avere pianto
    L’abbiamo tolto dal filo spinato
    Sotto la neve, compagni, abbiam giurato,
    Che avrebbero pagato tutto quanto.

    L’abbiam sepolto là sulla collina
    E sulla fossa ci ho messo un bastone
    Cassio ha sparato con la carabina
    Un saluto da tutto il battaglione

    Col cuore stretto siam tornati indietro
    Sotto la neve andando, piano piano
    Piano sul ghiaccio che sembrava vetro
    Piano tenendo stretta l’asse in mano

    Quando siamo arrivati su al comando
    Ci hanno chiesto: “La stampa clandestina!”
    Cassio mostra il cartello in una mano
    E Pedro indica un punto su in collina

    Il cartello passò di mano in mano
    Sotto la neve che cadeva fina
    In gran silenzio ogni partigiano
    Guardava quel bastone su in collina

    F. Guccini

     


     
    February 14

    Nomadincontro 2009

     
    Vita che sembri sogno
    invidio tutti in segreto
    e di tutti in segreto
    m'innamoro.
     Chi ucciderai ancora?
    Chi porterai alle stelle?
    Che altre menzogne inventerai?
     
     
    Ciao Augusto...
    January 24

    Angoscia metropolitana

     
    Angoscia metropolitana
     
    Dentro a un cielo nato grigio, si infilzano le gru
    ricoperte dalle case, le colline non si vedon più.
    Sulle antenne conficcate nella crosta della terra
    corron nuvole frustate, come va un esercito alla guerra.
    E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
    sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana.

    Le baracche hanno lanciato, il loro urlo di dolore,
    circondando la città, con grosse tenaglie di vergogna.
    Ma il rumore delle auto, ha già asfissiato ogni rimorso,
    giace morto sul selciato, un bimbo che faceva il muratore.
    E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
    sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana.

    Nelle case dei signori, la tristezza ha messo piede,
    dietro gli squallidi amori, l'usura delle corde ormai si vede.
    Come pere ormai marcite, dal sedere troppo tondo,
    le fortune ricucite, mostrano i loro vermi al mondo.
    E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
    sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana.

    Fai un salto alla stazione, per cercare il tuo treno,
    troverai disperazione, che per venire qui lascia il sereno.
    Fai un salto alla partita, troverai mille persone,
    che si calciano la vita, fissi dietro un unico pallone.
    E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
    sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana.

    La campagna circostante, triste aspetta di morire,
    per le strade quanta gente, è in fila per entrare o per uscire.
    Chiude l'ultima serranda, poi la luce dice addio,
    la città si raccomanda, la sua sporca anima a dio.
    E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
    sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana.
     
     
    Claudio Lolli
    January 15

    Libero nell'aria

    Libero nell'aria
     
    Con un pensiero che volava libero nell'aria...
    guidando i mercenari in via del tutto straordinaria...
    presero l'Europa...presero New York...
    ed era già di moda una musica nei metrò...
    Con un pretesto inutile lo vennero a cercare...
    lui che sapeva sempre cosa dire, cosa fare...
    si vide circondato da chi gli fu fedele..
    credendo di sognare disse: "Bene...
    Sapete che la guerra è una vecchia commedia...una scomoda sedia...
    la caccia a un nemico che alla fine tu non sai... riconoscere..."
    Gli occhi si parlano... e poi non sanno fingere...
    e anche voi maschere... senza più nascondere...
    La colpa mi dirai è un po' di tutti...
    ma solo qualcuno pagherà...
    e chi ha sbagliato ancora non si sa...
    Ma il caso volle che nessuno vinse la partita...
    dopo la guerra non restò che fumo tra le dita...
    e un treno sta arrivando... da dietro la collina...
    e tutto sembra quasi come prima...
    Così la gente del paese dice che è normale...
    che non restava neanche molto tempo per pensare..
    qualcuno disse è falso... un altro disse è vero...
    e il caso restò avvolto dal mistero...
    Ma la fine del racconto non ha una morale
    niente di speciale o da farti sembrare tutta questa crudeltà...
    un'abitudine...
    Possono rubare amore come se...
    fosse loro quello che incontrano lungo il cammino...
    dicono che vengono a proteggere...
    ma la pace che tutti aspettavano ancora non c'è...
    Ma scendono lacrime, contano le vittime
    mentre qui parlano facce bianche dai microfoni...
    Ma senza aver pietà la gente aspetterà
    che un'altra estate arriverà...
    E già si pensa al caldo che farà...
    Ma lassù... vedo già una luce splendere...
    e dall'ovest fino all'est forse un giorno arriverà da te...
    Come per magia ancora l'allegria nei nostri cuori tornerà...
    e un nuovo mondo sta nascendo già...
    Nel segno di quel mondo che verrà...
    Nel segno di quel mondo che verrà...
     
    Sergio Cammariere
    January 11

    11/01/1999 Ciao Fabrizio...

     
    Il 10 gennaio 1999 se ne è andato uno dei grandi cantautori italiani o, come preferisco chiamarlo io, un grande poeta: Fabrizio De Andrè.
    Per ricordare la sua morte riporto questa sua intervista molto bella rilasciata alla RAI nel 1989. Un'intervista semplice e diretta, proprio come le sue opere...
     
     
     
    Pegli (Ge) 18/02/1940 - Milano 11/01/1999
     
    Ciao Faber
     
    January 05

    Confessione (Biglietto per l'inferno)

    Confessione

    (Biglietto per l'inferno)

    Racconta fratello qual'è il tuo peccato,
    dimmi con chi quante volte sei stato.
    Hai detto bugie, hai fatto la spia.
    Orsù perché indugi son frate Isaia.

    Ascoltami frate non so' se ho peccato
    ho ucciso un bastardo che avrebbe voluto
    coprire coi soldi il suo sporco passato
    tentando così di beffare il suo fato.

    Cosa dici fratello, tu hai ammazzato.
    Nel quinto ricorda ti è stato proibito.
    Non posso salvarti dal fuoco eterno
    hai solo un biglietto per l'inferno.

    Ascoltami frate e dimmi se questo
    lo chiami peccato o un nobile gesto.
    Ho preso dei soldi a un ricco signore
    per dar da Mangiare a un uomo che muore

    January 01

    Il Signor G

     
     
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche avere un’opinione,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione
     
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    Giorgio Gaber
    01/01/2003
    December 10

    Penso positivo

    Penso Positivo

    Jovanotti

    Io penso positivo
    perchè son vivo perchè son vivo,
    io penso positivo
    perchè son vivo e finchè son vivo.
    Niente e nessuno al mondo potrà  fermarmi dal ragionare,
    niente e nessuno al mondo potrà  fermare fermare fermare fermare
    quest'onda che va,
    quest'onda che viene e che va
    quest'onda che va
    quest'onda che viene e che va.
    Io penso positivo ma non vuol dire che non ci vedo,
    io penso positivo in quanto credo.
    Non credo nelle divise nè tantomeno negli abiti sacri
    che più di una volta furono pronti a benedir massacri,
    non credo ai fraterni abbracci che si confondon con le catene,
    io credo soltanto che fra il male e il bene è più forte il bene.
    Bene bene be ne bene.
    Io penso positivo perchè son vivo perchè son vivo,
    io penso positivo perchè son vivo e finchè son vivo.
    Niente e nessuno al mondo potrà  fermarmi dal ragionare,
    niente e nessuno al mondo potrà  fermare fermare fermare fer ma re
    quest'onda che va, quest'onda che vie ne e che va,
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va.
    Uscire da un metro quadro dove ogni cosa sembra dovuta,
    guardare dentro alle cose: c'è una realtà  sconosciuta
    che chiede soltanto un modo per venir fuori a veder le stelle
    e vivere le esperienze sulla mia pelle, sulla mia pelle.
    Io penso positivo perchè son vivo perchè son vivo,
    io penso positivo perchè son vivo e finchè son vivo,
    niente e nessuno al mondo potrà  fermarmi dal ragionare,
    niente e nessuno al mondo potrà  fermare fermare fermare fermare
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va,
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va,
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va,
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va.
    Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa
    che passa da Che Guevara e arriva fino a madre Teresa,
    passando da Malcom X attraverso Gandhi e San Patrignano
    arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano.
    Io penso positivo perchè son vivo perchè son vivo,
    io penso positivo perchè son vivo e finchè son vivo,
    Niente e nessuno al mondo potrà  fermarmi dal ragionare,
    niente e nessuno al mondo potrà  fermare fermare fermare fermare
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va,
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va,
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va,
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va,
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va.
    quest'onda che va, quest'onda che viene e che va,
    quest'onda che va, quest'onda...
    quest'onda che va, quest'onda...

    November 12

    Guccini in concerto

     
    Dopo una lunga attesa ai cancelli finalmente la serata ha inizio.  Brividi, emozioni e ricordi del passato fin dalla prima canzone. Anzi, fin dalle prime note. Con In morte di S.F è tato subito un brivido intenso, uno di quelli che parte dalla testa e ti attraversa tutta la schiena. Forse perchè a me molto cara,  la sento un pò mia.
    Una serata di pura poesia che per un attimo mi ha riportato indietro fino all'adolescenza, quando sui miei diari, invece dei compiti, comparivano solo i suoi testi.
    Ad ogni canzone  un'emozione sempre più intensa...Ad oni canzone un pensiero o un ricordo particolare.
    Molto bella anche l'atmosfera. Rivedere il palazzetto pieno mi ha fatto piacere, con un pubblico caldo e molto presente. Un'atmosfera da grande concerto.
     
    Ecco la scaletta del concerto:
     
    In morte di S.F.
    Il tema
    Noi non ci saremo
    Canzone delle osterie di fuori porta
    Vedi cara
    Canzone quasi d'amore
    Incontro
    Farewell
    Ti ricordi quei giorni
    Su in collina
    Il testamento di un pagliaccio
    Don Chisciotte
    Eskimo
    Cirano
    Il vecchio e il bambino
    Auschwitz
    Un altro giorno è andato
    Dio è morto
    La locomotiva
     
     
    Grazie Francesco!
     
     
     
    November 11

    11/11/2008

    11/11/2008
    DatchForum Assago
     
     
    Il vecchio e il bambino
     
    Un vecchio e un bambino si preser per mano
    e andarono insieme incontro alla sera;
    la polvere rossa si alzava lontano
    e il sole brillava di luce non vera...

    L' immensa pianura sembrava arrivare
    fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
    e tutto d' intorno non c'era nessuno:
    solo il tetro contorno di torri di fumo...

    I due camminavano, il giorno cadeva,
    il vecchio parlava e piano piangeva:
    con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
    seguiva il ricordo di miti passati...

    I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
    non sanno distinguere il vero dai sogni,
    i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
    distinguer nei sogni il falso dal vero...

    E il vecchio diceva, guardando lontano:
    "Immagina questo coperto di grano,
    immagina i frutti e immagina i fiori
    e pensa alle voci e pensa ai colori

    e in questa pianura, fin dove si perde,
    crescevano gli alberi e tutto era verde,
    cadeva la pioggia, segnavano i soli
    il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."

    Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
    e gli occhi guardavano cose mai viste
    e poi disse al vecchio con voce sognante:
    "Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"
     
    Francesco Guccini
    October 29

    Amore che prendi amore che dai

    Amore che prendi amore che dai
     
     
    Se è vero che adesso possiamo parlare
    di libera scelta del bene e del male
    di tecnologia votata a cambiare
    ti chiedi a che prezzo e chi deve pagare.
    Le grandi manovre di pochi potenti
    decidon la vita di uomini stanchi
    di generazioni costrette a sparare
    per credo o per noia ma spesso per fame.
    E se vuoi scrivere una canzone apri il giornale c'è l'ispirazione.


    L'amore che cerchi l'amore che vuoi
    non farti ingannare non fermarti mai
    non chiudere gli occhi non chiuderli mai
    l'amore che prendi l'amore che dai
    l'amore che prendi l'amore che dai...



    Sei dentro o sei fuori dal gioco virile
    dal culto del forte o dell'apparire
    qualcuno che vuole cambiare la storia
    denunciano un vuoto di poca memoria.
    Discorsi importanti regalan speranza
    ma intanto son chiusi dentro una stanza
    se senti il bisogno di un po' d'amore
    mettiti in fila che c'è da aspettare
    scaldati all'ombra di un raggio di sole
    gioca più forte non ti fermare.


    L'amore che cerchi l'amore che vuoi
    non farti ingannare non fermarti mai
    non chiudere gli occhi non chiuderli mai
    l'amore che prendi l'amore che dai
    l'amore che cerchi l'amore che vuoi
    non farti ingannare non fermarti mai
    non chiudere gli occhi non chiuderli mai
    l'amore che prendi l'amore che dai.

    Nomadi

     


    October 07

    Pierangelo Bertoli

    Per ricorare il grande cantautore scomparso 7 anni fa riporto il testo di una delle sue canzoni, forse la più significativa della sua carriere

    A MUSO DURO

    E adesso che farò, non so che dire
    e ho freddo come quando stavo solo
    ho sempre scritto i versi con la penna
    non ordini precisi di lavoro.
    Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
    e quelli che rubavano un salario
    i falsi che si fanno una carriera
    con certe prestazioni fuori orario
    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
    Ho speso quattro secoli di vita
    e ho fatto mille viaggi nei deserti
    perché volevo dire ciò che penso
    volevo andare avanti ad occhi aperti
    adesso dovrei fare le canzoni
    con i dosaggi esatti degli esperti
    magari poi vestirmi come un fesso
    per fare il deficiente nei concerti.
    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
    Non so se sono stato mai poeta
    e non mi importa niente di saperlo
    riempirò i bicchieri del mio vino
    non so com'è però vi invito a berlo
    e le masturbazioni celebrali
    le lascio a chi è maturo al punto giusto
    le mie canzoni voglio raccontarle
    a chi sa masturbarsi per il gusto.
    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
    E non so se avrò gli amici a farmi il coro
    o se avrò soltanto volti sconosciuti
    canterò le mie canzoni a tutti loro
    e alla fine della strada
    potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.

    September 27

    Eppure soffia...

     
    Eppure soffia
     
     
    E l'acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
    la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
    uccelli che volano a stento malati di morte
    il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte

    un'isola intera ha trovato nel mare una tomba
    il falso progresso ha voluto provare una bomba
    poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita
    invece le porta la morte perché è radioattiva

    Eppure il vento soffia ancora
    spruzza l'acqua alle navi sulla prora
    e sussurra canzoni tra le foglie
    bacia i fiori li bacia e non li coglie

    Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
    ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
    ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
    e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario

    e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
    così copriranno di fango persino i pianeti
    vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
    i crimini contro la vita li chiamano errori

    Eppure il vento soffia ancora
    spruzza l'acqua alle navi sulla prora
    e sussurra canzoni tra le foglie
    bacia i fiori li bacia e non li coglie

    eppure sfiora le campagne
    accarezza sui fianchi le montagne
    e scompiglia le donne fra i capelli
    corre a gara in volo con gli uccelli

    Eppure il vento soffia ancora!!!

     

    Pierangelo Bertoli
    September 09

    09/09/1998

    Il 9 settembre del 1998 la musica italiana perdeva un pezzo della sua storia: Lucio Battisti.
    Per ricolrdarlo riporto qua il testo di una sua canzone, una delle mie preferite
     
     
    I Giardini Di Marzo
     
    Il carretto passava e quell'uomo gridava gelati
    al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti
    io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti
    il più bello era nero coi fiori non ancora appassiti
    All'uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri
    io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli
    poi sconfitto tornavo a giocar con la mente i suoi tarli
    e alla sera al telefono tu mi chiedevi perché non parli
    Che anno è che giorno è
    questo è il tempo di vivere con te
    le mie mani come vedi non tremano più
    e ho nell'anima
    in fondo all'anima cieli immensi
    e immenso amore
    e poi ancora ancora amore amor per te
    fiumi azzurri e colline e praterie
    dove corrono dolcissime le mie malinconie
    l'universo trova spazio dentro me
    ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è
    I giardini di marzo si vestono di nuovi colori
    e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori
    camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti "tu muori
    se mi aiuti son certa che io ne verrò fuori"
    ma non una parola chiarì i miei pensieri
    continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri
    Che anno è che giorno è
    questo è il tempo di vivere con te
    le mie mani come vedi non tremano più
    e ho nell'anima
    in fondo all'anima cieli immensi
    e immenso amore
    e poi ancora ancora amore amor per te
    fiumi azzurri e colline e praterie
    dove corrono dolcissime le mie malinconie
    l'universo trova spazio dentro me
    ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è
     
     
    Lucio Battisti
    September 08

    Gli anni d'oro...

     
    07/09/2008
     
    Pavia
     
     

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    Emozioni e ricordi di una vita
     
    Grazie Max
     
     
     
    August 13

    Il rimpianto di quell'età....

     
    CRESCERAI - NOMADI
     
     
    Per giocare un aquilone un gesso bianco,

    il vecchio muro bastava un niente

    per sorridere una bugia

    per esser grande.


    Crescerai, imparerai

    crescerai, arriverai

    crescerai, tu amerai.


    Bastava un niente un campo verde

    una corsa e poi a pescar sul fiume

    bastava un niente per sorridere

    una bugia per esser grande.


    Crescerai, imparerai

    crescerai, arriverai

    crescerai, tu amerai

    il rimpianto rimarrà

    di quell'età, di quell'età.


    Crescerai, imparerai,

    crescerai, arriverai

    crescerai, tu amerai

    Crescerai, imparerai,

    crescerai, tu arriverai

    crescerai, amerai

    crescerai, tu imparerai.
     
     
    Scritta nel 1973 ma ancora attuale. Poche parole ma piene di significato...
    July 27

    Nomadi in concerto

    Ore 21:00
    La lunga attesa, spezzeta ogni tanto da una piccola nuvola fantozziana, è finita.
    Sul palco salgono gli Atomika, giovane cover band ufficiale dei  Nomadi. Per loro, purtroppo, solo mezz'ora causa maltempo.
    Solo mezz'ora ma una bella esibizione, ripercorrendo velocemente la carrieradel grande gruppo.
    Bellissima invece l'esibizione strumentale di Stagioni.
     
    Ore 21:30
    Il momento è arrivato.
    Dopo una breve presentazione di alcune associazioni benefiche legate al celebre gruppo, salgono finalmente sul palco loro, i grandi NOMADI.
    Lo spettacolo è assicurato fin dall'inizio. Come apertura una grande canzone, simbolo degli anni 60: Come potete giudicar.
    Poi è la volta di un'altra bellissima canzone, recentissima: Ci vuole un senso.
    Finito il "rodaggio" il concerto è continuato a pieno ritmo, alternando grandi successi di ieri e oggi.
    E tra una canzone e l'altra, gli sketch umoristici di Danilo e Cico,  a rallegrare ancor di più un evento eccezzionale.
    Un concerto stupendo, in grado di regalare grandi emozioni e ricordi di tutta un'infanzia accompagnata dalle loro meravigliose note di questi Dei.
    Per finire non poteva mancare il grande tributo ad un Grande Personaggio: Augusto. Si è concluso infatti con il più grande classico dell'intero repertorio, considerato ancora oggi La Canzone dei Nomadi:  Io Vagabondo.
    Un concerto pieno di emozioni e, perchè no, anche qualche lacrima.
    Grazie Ragazzi....
     
     Ecco la scaletta del concerto:
     
    ATOMIKA
     
    La collina
    Ricomincia così
    E lontano
    Io voglio vivere
    Stagioni (strumtali)
    Il destino
     
     
    NOMADI

    Come potete giudicare
    Ci vuole un senso
    Non è un sogno
    C'è un re
    E lontano
    Io voglio vivere
    La collina
    Stella d'oriente
    Jenny
    La voglia di posare
    I ragzzi dell'olivo
    Crescerai
    Cammina cammina
    Dove si va
    La mia terra
    Marta
    Il paese delle favole
    Se non ho te
    Mediterraneo
    Salutami le stelle
    Marinaio di vent'anni
    Sangue al cuore
    Ti lascio una parola (goodbye)
    Stella cieca
    Ma che film la vita
    Canzone per un'amica
    Dio è morto
    Io vagabondo

     

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    July 09

    45 anni.......di NOMADI

     

    1963 - 2008

     

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    Sempre Nomadi

     

    26 Luglio 2008

    .......

     Io ci sono!!!!

     

     

    July 07

    La colonna sonora della vita

    Riporto qui il testo di una delle mie canzoni preferite. Una di quelle in grado di penetrarti nell'anima e procurarti dei brividi immensi.
    Una canzone che rappresenta forse la vita di tutti noi, che ci accompagna e ci fa tornare indietro nel tempo.
    Per poi visualizzare piano piano tutta la nostra vita, come fotogrammi cinematografici
     
     
    E un giorno...  
     
     
    E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
    che non sono più quei fantastici giorni all'asilo
    di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
    le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo...

    E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi
    che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
    che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi
    capendo che a battito a battito è l'età che s'invola...

    E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
    non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
    sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
    e sospesi fra voglie alternate di andare e restare...
    di andare e restare...

    E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa
    in cui lento il tempo sciupavi quand'eri bambina,
    in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
    di cose incredibili e di caffellatte in cucina...

    E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
    persi in mezzo ai tuoi libri e regali che neanche ricordi,
    sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
    come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi...

    E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
    non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto...
    E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
    ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire...
    che sogni gestire...

    Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
    capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
    che non c'è solo il dolce ad attenderti, ma molto d'amaro
    e non è senza un prezzo salato diventare grande...

    I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
    lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
    come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
    troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici...

    Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio
    nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
    la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
    la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
    io ho sempre tentato... "
     
     
    Francesco Guccini