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April 25 Su in collina (F.Guccini)E per non dimenticare il sacrificio di tutti coloro che hanno dato la loro vita per liberare la Patria riporto il testo di questa canzone di Guccini.
Dalla poesia in bolognese Môrt in culmina di Gastone Vandelli
Su in collina Pedro, Cassio ed anche me, quella mattina F. Guccini
February 14 Nomadincontro 2009Vita che sembri sogno
invidio tutti in segreto e di tutti in segreto m'innamoro. Chi ucciderai ancora? Chi porterai alle stelle? Che altre menzogne inventerai? Ciao Augusto... January 24 Angoscia metropolitanaAngoscia metropolitana
Dentro a un cielo nato grigio, si infilzano le gru
ricoperte dalle case, le colline non si vedon più. Sulle antenne conficcate nella crosta della terra corron nuvole frustate, come va un esercito alla guerra. E la voce che mi esce, si disperde tra le case, sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana. Le baracche hanno lanciato, il loro urlo di dolore, circondando la città, con grosse tenaglie di vergogna. Ma il rumore delle auto, ha già asfissiato ogni rimorso, giace morto sul selciato, un bimbo che faceva il muratore. E la voce che mi esce, si disperde tra le case, sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana. Nelle case dei signori, la tristezza ha messo piede, dietro gli squallidi amori, l'usura delle corde ormai si vede. Come pere ormai marcite, dal sedere troppo tondo, le fortune ricucite, mostrano i loro vermi al mondo. E la voce che mi esce, si disperde tra le case, sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana. Fai un salto alla stazione, per cercare il tuo treno, troverai disperazione, che per venire qui lascia il sereno. Fai un salto alla partita, troverai mille persone, che si calciano la vita, fissi dietro un unico pallone. E la voce che mi esce, si disperde tra le case, sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana. La campagna circostante, triste aspetta di morire, per le strade quanta gente, è in fila per entrare o per uscire. Chiude l'ultima serranda, poi la luce dice addio, la città si raccomanda, la sua sporca anima a dio. E la voce che mi esce, si disperde tra le case, sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana. Claudio Lolli January 15 Libero nell'ariaLibero nell'aria
Con un pensiero che volava libero nell'aria...
guidando i mercenari in via del tutto straordinaria... presero l'Europa...presero New York... ed era già di moda una musica nei metrò... Con un pretesto inutile lo vennero a cercare... lui che sapeva sempre cosa dire, cosa fare... si vide circondato da chi gli fu fedele.. credendo di sognare disse: "Bene... Sapete che la guerra è una vecchia commedia...una scomoda sedia... la caccia a un nemico che alla fine tu non sai... riconoscere..." Gli occhi si parlano... e poi non sanno fingere... e anche voi maschere... senza più nascondere... La colpa mi dirai è un po' di tutti... ma solo qualcuno pagherà... e chi ha sbagliato ancora non si sa... Ma il caso volle che nessuno vinse la partita... dopo la guerra non restò che fumo tra le dita... e un treno sta arrivando... da dietro la collina... e tutto sembra quasi come prima... Così la gente del paese dice che è normale... che non restava neanche molto tempo per pensare.. qualcuno disse è falso... un altro disse è vero... e il caso restò avvolto dal mistero... Ma la fine del racconto non ha una morale niente di speciale o da farti sembrare tutta questa crudeltà... un'abitudine... Possono rubare amore come se... fosse loro quello che incontrano lungo il cammino... dicono che vengono a proteggere... ma la pace che tutti aspettavano ancora non c'è... Ma scendono lacrime, contano le vittime mentre qui parlano facce bianche dai microfoni... Ma senza aver pietà la gente aspetterà che un'altra estate arriverà... E già si pensa al caldo che farà... Ma lassù... vedo già una luce splendere... e dall'ovest fino all'est forse un giorno arriverà da te... Come per magia ancora l'allegria nei nostri cuori tornerà... e un nuovo mondo sta nascendo già... Nel segno di quel mondo che verrà... Nel segno di quel mondo che verrà... Sergio Cammariere January 11 11/01/1999 Ciao Fabrizio...Il 10 gennaio 1999 se ne è andato uno dei grandi cantautori italiani o, come preferisco chiamarlo io, un grande poeta: Fabrizio De Andrè.
Per ricordare la sua morte riporto questa sua intervista molto bella rilasciata alla RAI nel 1989. Un'intervista semplice e diretta, proprio come le sue opere...
Pegli (Ge) 18/02/1940 - Milano 11/01/1999
Ciao Faber
January 05 Confessione (Biglietto per l'inferno)Confessione (Biglietto per l'inferno) Racconta fratello qual'è il tuo peccato, Ascoltami frate non so' se ho peccato Cosa dici fratello, tu hai ammazzato. Ascoltami frate e dimmi se questo January 01 Il Signor GDecember 10 Penso positivoPenso Positivo Jovanotti Io penso positivo November 12 Guccini in concertoDopo una lunga attesa ai cancelli finalmente la serata ha inizio. Brividi, emozioni e ricordi del passato fin dalla prima canzone. Anzi, fin dalle prime note. Con In morte di S.F è tato subito un brivido intenso, uno di quelli che parte dalla testa e ti attraversa tutta la schiena. Forse perchè a me molto cara, la sento un pò mia.
Una serata di pura poesia che per un attimo mi ha riportato indietro fino all'adolescenza, quando sui miei diari, invece dei compiti, comparivano solo i suoi testi.
Ad ogni canzone un'emozione sempre più intensa...Ad oni canzone un pensiero o un ricordo particolare.
Molto bella anche l'atmosfera. Rivedere il palazzetto pieno mi ha fatto piacere, con un pubblico caldo e molto presente. Un'atmosfera da grande concerto.
Ecco la scaletta del concerto:
In morte di S.F.
Il tema
Noi non ci saremo
Canzone delle osterie di fuori porta
Vedi cara
Canzone quasi d'amore
Incontro
Farewell
Ti ricordi quei giorni
Su in collina
Il testamento di un pagliaccio
Don Chisciotte
Eskimo
Cirano
Il vecchio e il bambino
Auschwitz
Un altro giorno è andato
Dio è morto
La locomotiva
Grazie Francesco!
November 11 11/11/200811/11/2008
DatchForum Assago
Il vecchio e il bambino
Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera; la polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera... L' immensa pianura sembrava arrivare fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare e tutto d' intorno non c'era nessuno: solo il tetro contorno di torri di fumo... I due camminavano, il giorno cadeva, il vecchio parlava e piano piangeva: con l' anima assente, con gli occhi bagnati, seguiva il ricordo di miti passati... I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni, i vecchi non sanno, nel loro pensiero, distinguer nei sogni il falso dal vero... E il vecchio diceva, guardando lontano: "Immagina questo coperto di grano, immagina i frutti e immagina i fiori e pensa alle voci e pensa ai colori e in questa pianura, fin dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia, segnavano i soli il ritmo dell' uomo e delle stagioni..." Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste e poi disse al vecchio con voce sognante: "Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!" Francesco Guccini October 29 Amore che prendi amore che daiAmore che prendi amore che dai
Se è vero che adesso possiamo parlare
di libera scelta del bene e del male di tecnologia votata a cambiare ti chiedi a che prezzo e chi deve pagare. Le grandi manovre di pochi potenti decidon la vita di uomini stanchi di generazioni costrette a sparare per credo o per noia ma spesso per fame. E se vuoi scrivere una canzone apri il giornale c'è l'ispirazione. L'amore che cerchi l'amore che vuoi non farti ingannare non fermarti mai non chiudere gli occhi non chiuderli mai l'amore che prendi l'amore che dai l'amore che prendi l'amore che dai... Sei dentro o sei fuori dal gioco virile dal culto del forte o dell'apparire qualcuno che vuole cambiare la storia denunciano un vuoto di poca memoria. Discorsi importanti regalan speranza ma intanto son chiusi dentro una stanza se senti il bisogno di un po' d'amore mettiti in fila che c'è da aspettare scaldati all'ombra di un raggio di sole gioca più forte non ti fermare. L'amore che cerchi l'amore che vuoi non farti ingannare non fermarti mai non chiudere gli occhi non chiuderli mai l'amore che prendi l'amore che dai l'amore che cerchi l'amore che vuoi non farti ingannare non fermarti mai non chiudere gli occhi non chiuderli mai l'amore che prendi l'amore che dai. Nomadi
October 07 Pierangelo BertoliPer ricorare il grande cantautore scomparso 7 anni fa riporto il testo di una delle sue canzoni, forse la più significativa della sua carriere A MUSO DURO E adesso che farò, non so che dire September 27 Eppure soffia...Eppure soffia
E l'acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi uccelli che volano a stento malati di morte il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte un'isola intera ha trovato nel mare una tomba il falso progresso ha voluto provare una bomba poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita invece le porta la morte perché è radioattiva Eppure il vento soffia ancora spruzza l'acqua alle navi sulla prora e sussurra canzoni tra le foglie bacia i fiori li bacia e non li coglie Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario e presto la chiave nascosta di nuovi segreti così copriranno di fango persino i pianeti vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli i crimini contro la vita li chiamano errori Eppure il vento soffia ancora spruzza l'acqua alle navi sulla prora e sussurra canzoni tra le foglie bacia i fiori li bacia e non li coglie eppure sfiora le campagne accarezza sui fianchi le montagne e scompiglia le donne fra i capelli corre a gara in volo con gli uccelli Eppure il vento soffia ancora!!!
Pierangelo Bertoli September 09 09/09/1998Il 9 settembre del 1998 la musica italiana perdeva un pezzo della sua storia: Lucio Battisti.
Per ricolrdarlo riporto qua il testo di una sua canzone, una delle mie preferite
I Giardini Di Marzo
Il carretto passava e quell'uomo gridava gelati
al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti il più bello era nero coi fiori non ancora appassiti All'uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli poi sconfitto tornavo a giocar con la mente i suoi tarli e alla sera al telefono tu mi chiedevi perché non parli Che anno è che giorno è questo è il tempo di vivere con te le mie mani come vedi non tremano più e ho nell'anima in fondo all'anima cieli immensi e immenso amore e poi ancora ancora amore amor per te fiumi azzurri e colline e praterie dove corrono dolcissime le mie malinconie l'universo trova spazio dentro me ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è I giardini di marzo si vestono di nuovi colori e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti "tu muori se mi aiuti son certa che io ne verrò fuori" ma non una parola chiarì i miei pensieri continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri Che anno è che giorno è questo è il tempo di vivere con te le mie mani come vedi non tremano più e ho nell'anima in fondo all'anima cieli immensi e immenso amore e poi ancora ancora amore amor per te fiumi azzurri e colline e praterie dove corrono dolcissime le mie malinconie l'universo trova spazio dentro me ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è Lucio Battisti August 13 Il rimpianto di quell'età....CRESCERAI - NOMADI
Per giocare un aquilone un gesso bianco,
il vecchio muro bastava un niente per sorridere una bugia per esser grande. Crescerai, imparerai crescerai, arriverai crescerai, tu amerai. Bastava un niente un campo verde una corsa e poi a pescar sul fiume bastava un niente per sorridere una bugia per esser grande. Crescerai, imparerai crescerai, arriverai crescerai, tu amerai il rimpianto rimarrà di quell'età, di quell'età. Crescerai, imparerai, crescerai, arriverai crescerai, tu amerai Crescerai, imparerai, crescerai, tu arriverai crescerai, amerai crescerai, tu imparerai. Scritta nel 1973 ma ancora attuale. Poche parole ma piene di significato... July 27 Nomadi in concertoOre 21:00 Come potete giudicare
July 07 La colonna sonora della vitaRiporto qui il testo di una delle mie canzoni preferite. Una di quelle in grado di penetrarti nell'anima e procurarti dei brividi immensi.
Una canzone che rappresenta forse la vita di tutti noi, che ci accompagna e ci fa tornare indietro nel tempo.
Per poi visualizzare piano piano tutta la nostra vita, come fotogrammi cinematografici
E un giorno...
E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all'asilo di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo... E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola, che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi capendo che a battito a battito è l'età che s'invola... E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano, non racconta più favole e ormai non ti prende per mano, sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare e sospesi fra voglie alternate di andare e restare... di andare e restare... E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa in cui lento il tempo sciupavi quand'eri bambina, in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa di cose incredibili e di caffellatte in cucina... E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati persi in mezzo ai tuoi libri e regali che neanche ricordi, sembra quasi il racconto di tanti momenti passati come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi... E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto, non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto... E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire, ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire... che sogni gestire... Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro, capirai che altra gente si è fatta le stesse domande, che non c'è solo il dolce ad attenderti, ma molto d'amaro e non è senza un prezzo salato diventare grande... I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati, lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici come oggetti di bimba, lontani ed impolverati, troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici... Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio, la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato, la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato, io ho sempre tentato... " Francesco Guccini |
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